“Il dolore di oggi e’ la felicita’ di ieri, la felicita’ di oggi e’ il dolore di domani”*
Sento che non so piu’ scrivere.
Di notte soprattutto, quando la casa dorme, non so piu’ ritrovare quell’universo parallelo in cui calarmi. Lasciarmi alle spalle il giorno e la sua fretta, far cadere le maschere, abbandonarmi ai sogni, accompagnata da una sinfonia per archi in sottofondo.
E’ che mi manca la poesia. Qualcuno a cui rivolgermi, un “tu”, che entri in contatto con queste pagine in punta di piedi, faccia scorrere avidamente i suoi occhi su queste parole e le porti a casa. Non si tratta dello scrivere per qualcuno, ma scrivere di qualcuno. Raccontare un’anima. Inventare parole nuove, parole che sappiano di vita, di sangue, di terra.
In passato, ho avuto la pretesa di poter far innamorare qualcuno semplicemente con le parole. Perche’ non potevo donargli altro. Ma ogni anima vibra con parole diverse, e la sua voleva parole effimere, sfuggenti. Le parole pero’ non possono contro certe maschere…
Cosi’ ho smesso di credere al potere delle parole, almeno fino a quando non trovero’ – arrivera’ – qualcuno che mi dimostri il contrario comprendendo il valore dei miei doni.
* Dal film Viaggio in Inghilterra