E’ triste vedere questo blog abbandonato. Eppure, non ho avuto il coraggio di chiuderlo.
Alcune cose stanno li’, come un monito. A volte dimentichiamo che il durante e’ piu’ importante dell’inizio e della fine.
E’ triste vedere questo blog abbandonato. Eppure, non ho avuto il coraggio di chiuderlo.
Alcune cose stanno li’, come un monito. A volte dimentichiamo che il durante e’ piu’ importante dell’inizio e della fine.
Eccoci. E’ il primo giorno dell’anno. E poiche’ ogni prima cosa e’ sempre troppo prima, mi butto sul divano e aspetto che arrivi domani.
Don’t get any big ideas, they are not gonna happen…
10. Avevo promesso a me stessa di non scrivere prima di trovare le parole. Ebbene, non le ho trovate, ma la scrittura e’ piu’ forte di me.
9. Credevo che finalmente fosse arrivato il mio momento. Che i fine settimana saranno diversi, i colori piu’ accesi e i sapori piu’ forti. Invece e’ stato un ennesimo colpo.
8. Dicono che non tutti i mali vengono per nuocere. Infatti, se non ci fosse stato lui, non avrei trovato una nuova amica.
7. Ultimamente ho la mania di comprare libri in lingua inglese. Quello che mi stupisce, e’ che non trovo nessuna differenza nel leggere in italiano o in inglese.
6. Non lavorando in questo periodo, ho tempo per dedicarmi a sperimentare piatti nuovi. Cio’ che non deve mancare mai sono le spezie.
5. Le plimsolls gialle arrivate da Londra saranno il must dell’autunno 2008.
4. Le cene a casa di Igor fanno un baffo alle “Fate ignoranti”. Da quando sono salita la prima volta a casa sua, sapevo che le cose non saranno piu’ le stesse.
3. Credevo di non aver perso l’ispirazione per far foto. Invece e’ bastato rileggere una chat di mesi fa con Trentasei, per farmi ritrovare la strada.
Cito: “io le tue foto le vedo come un caleidoscopio della tua personalità : in un certo qual modo non ne esce mai l’ oggetto della foto, ma il soggetto che la ritrae… il mondo esterno è un po’ come la luce che serve al caleidoscopio per mostrare i suoi colori..”
2. Tra due mese torna una persona speciale. Saremo sempre gli stessi?
1. E’ arrivato l’autunno. Lo annuso nell’aria, lo vedo nella luce del sole. Lo sento dentro di me.
Io sono molto esigente con le persone. Troppo, a volte.
E mi sta veramente sul cazzo chi se la prende comoda quando c’e’ un lavoro da fare, delle cose da sistemare o un programma da decidere. Io vivo di corsa, perche’ non ho mai tempo. Per andare dove e fare cosa non so, ma quando dico una cosa, e’ legge. E non mi piace aspettare le persone che sono in ritardo. Ne arrivare alla frutta con l’amaro in bocca, e neanche raccogliere i cocci dopo che la festa e’ finita. Sara’ che le mie ovaie sono in pieno sconvolgimento ormonale, ma non passa giorno che io non mi incazzi con qualcuno.
Alla solita fiera delle banalita’, qualcuno mi ha detto “sorridi che la vita ti sorride”.
La vostra cinica Caffeine si chiede: “E se avesse una paresi?”
Ci siamo. Mancano poche ore al passaggio, in cui entreremo nell’anno nuovo con i soliti buoni propositi e i bicchieri alzati.
Anche io brindero’ stanotte, da sola e a me soltanto.
Per non smettere mai di incazzarmi, cambiare e cercarmi.
Ieri sera ho ricevuto il mio primo – e unico – regalo di Natale.
Un regalo particolare, perche’ ha una precisa data di scadenza, il 25/06/2008, e un luogo preciso in cui andare a ritirarlo, Londra.
Mettete assieme le due cose… Ci siete arrivati!?
E’ un biglietto per il concerto dei Radiohead a Londra.
Se fossi meno pigra passerei allo scanner il foglio con la prenotazione, cosi’ da mostrare a tutti questo regalo cosi’ folle. Ma la mia pigrizia congenita ha la meglio, cosi’ me ne sto a vegetare in attesa che passino questi giorni di Festa e arrivi l’anno nuovo con i suoi buoni propositi.
Auguri di cuore a tutti quelli che passano da queste parti, a chi mi legge, a chi prosegue, a chi passa in silenzio, a chi incrocia il mio sguardo tra queste parole, a chi legge tra le righe, a chi ascolta i miei silenzi… A Natale i miracoli si avverano, piccoli o grandi che siano.
Questi giorni di dicembre scorrono veloci, tra trelefonate e corse in autobus.
Che a volte vorrei uscire dal gioco, fermarmi un po’ e rilassarmi.
Non mi e’ mai piaciuta l’euforia natalizia, la corsa ai regali e gli addobbi sfarzosi ad ogni angolo. Eppure quest’anno me la sento addosso da un po’ questa euforia, anche se non ci saranno grandi pranzi e regali impegnativi. Stamattina al telefono con una persona, stavo dicendo che voglio passare le Feste avvolta nel plaid sul divano e leggere. La risposta dall’altra parte e’ stata una fragorosa risata. Ebbene si’, sono pantofolaia. Ma sono anche cinica e disillusa nei confronti della Vita. Sono belle le favole di Natale che raccontano i film… Ma quella magia nella vita reale non l’ho mai vissuta. Forse il mio e’ un errore di prospettiva, dovrei gurdare alle cose e agli eventi in modo diverso. Forse i miracoli sono sole le piccole cose di ogni giorno, come quando qualcuno che ti fa ridere di gusto, un pezzo di cioccolata, l’aria fredda che mi colpisce in faccia quando esco di casa, sentire una musica che ti piace quando entri in un negozio, qualcuno che ti sorride senza motivo mentre passi per strada…
Mi si chiedeva oggi perche’ non scrivo.
Perche’ non scrivo? E’ che ci sono periodi in cui sento che le parole non mi appartengono. In realta’ vorrei raccontarvi molte cose (esagero!), ma un po’ per la mia pigrizia innata, un po’ per la crisi artistica, non riesco a scrivere. Cosi’ mi ritrovo a scrivere qualcosa, poi cancello, riscrivo e cancello un’altra volta. La stessa cosa la sto facendo gia’ da un mese con il racconto per il concorso letterario. Mentalmente scrivo pagine e pagine ogni giorno, ma sulla carta non metto niente. Perche’ c’e’ qualcosa che mi manca. Forse e’ solo paura di vedere certe parole prendere corpo – ed anima – e magari finire per crederci.